Ricordate il nostro vecchio “blitz” al centro di raccolta differenziata?
Ripercorriamo un poco le tappe. Il 17 marzo 2008 è stato aperto a Partanna il centro di raccolta differenziata in contrada “Bevaio nuovo” (all’ abbiviratura nova per gli indigeni
), dietro il posto dove si tiene la Fiera del bestiame; potete cliccare qui per scaricare il comunicato stampa ufficiale della Belice Ambiente relativo all’apertura del centro.
A differenza dei comuni del circondario (Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta….) a Partanna la raccolta differenziata non avviene “porta a porta”: ogni cittadino deve “conferire” la sua differenziata autonomamente.
Per invogliare i cittadini alla differenziazione dei rifiuti, la Belice Ambiente aveva inizialmente pensato di promuovere una specie di “raccolta punti”: per ogni chilo di immondizia si sarebbe dovuto attribuire un punteggio, che poi si sarebbe dovuto tradurre in un vantaggio economico per il cittadino.
Il giorno del nostro “blitz” al centro di raccolta, ancora non si avevano notizie in merito ai criteri su cui si sarebbe dovuta basare l’attribuzione dei punteggi.
Il resoconto del “blitz” lo potete trovare cliccando a questo link.
Per un bel pezzo della “raccolta punti” non se ne seppe più nulla, fino ad ogg; in effetti la notizia è del 12 luglio, ma purtroppo solo ora ho saputo qualcosa. In particolare, il 12 luglio la Belice Ambiente ha emanato un comunicato stampa (il numero 43) in cui si dice:
“Ad ogni tipologia di rifiuto corrisponde un valore per chilogrammo. Per ogni chilo di carta verranno riconosciuti 10 centesimi, per il cartone 12 centesimi, per la plastica 20 centesimi, per il vetro 7 centesimi, per le lattine e barattoli 20 centesimi, per l’organico 7 centesimi. La «Belice Ambiente Spa» riconoscerà un millesimo di euro per le frazioni: indumenti usati, batterie e pile, farmaci scaduti, contenitori T e/o F, toner, materiale elettronico, legno e scarti di verde.“
Potete scaricare l’intero comunicato da qui.
Finalmente qualche numero sicuro!
Nel precedente post ci eravamo lasciati con un’atroce dilemma: “Il gioco vale la candela?”; a prescindere dall’importanza di fare la differenziata, il risparmio per noi cittadini partannesi c’è, oppure non ci guadagniamo nemmeno i soldi della benzina per scendere al centro di raccolta?
Facciamo un po’ di conti…….
L’altra volta portammo 72.58 Kg di carta; in base al “piano tariffario”, questa carta vale 7.258 euro. Avevamo calcolato inoltre che da piazza Falcone e Borsellino al centro di raccolta, facendo andata e ritorno, ci sono circa 6 km.
Supponendo di avere una macchina che in media fa 16 km con un litro di benzina, per andare e tornare dal centro di raccolta occorrerebbero circa 0.375 litri di benzina; visto che in media la benzina costa 1.55 euro al litro, per portare l’immondizia al centro si spenderebbero in media circa 58 centesimi di euro.
58 centesimi di euro sono molto pochi rispetto a 7.258 euro, è evidente, ma non bastano affatto per abbassare l’esorbitante tassa sui rifiuti che i cittadini dovrebbero pagare. Non mi sembra (correggetemi se sbaglio) che il servizio offerto sia migliorato proporzionalmente all’aumento della tassa.
Cosa ne pensate (o non pensate) visitatori del blog? Dite la vostra



Infatti, è tutto vero!
Come al solito non riusciamo a fare qualcosa di serio!
Perchè con tutto lo spazio che cè nella zona abitata, si è scelto un posto così scomodo? Se riuscite a rispondere a questa domanda avete capito tutto!
Io proporrei direttamente la raccolta porta a porta con i muli come fanno nel comune di Castelbuono:
L’idea parte da qualcosa di estremamente pragmatico come può esserlo un bilancio comunale: così il sindaco Mario Cicero ha calcolato che affidare a tre asini la raccolta dei rifiuti anziché ai furgoncini appositi comporterebbe più di un risparmio. Risparmio nella manutenzione, risparmio nel rifornimento energetico, risparmio nell’acquisto, risparmio sulla qualità dell’aria. Tutti aspetti positivi che hanno convinto il sindaco di essere sulla strada giusta e quindi proseguire nell’iniziativa originale che oggi fa il giro d’Italia, suscitando curiosità, plausi e anche qualche reclamo da parte delle associazioni per la tutela degli animali.
“Utilizzando gli asini al posto dei furgoni, oltre ad avere un risparmio economico diretto (un furgone costa € 30.000,00 si ammortizza in cinque anni e poi si deve sostituire), un Asino di 3/5 anni costa da 700 a 1.500 € e si deve sostituire solo quando diventa anziano e non può più lavorare. Un furgone ogni anno ha un costo di € 7.000/8.000, tra assicurazione, bollo, manutenzione e gasolio; un asino tra alimentazione e ricovero in stalla, più pulizia e attrezzatura, costa € 2000. Inoltre si potrebbe chiedere (di istituire per legge) il rilascio di certificati verde per ogni asino utilizzato, con un contributo, il doppio in rapporto al risparmio energetico avuto”, così si esprimeva il sindaco in una lettera aperta rivolta a tutti i suoi concittadini, quando annunciava l’iniziativa.
Tre asini, dunque, che attraverseranno le strade del centro di Castelbuono, con una soma del tutto particolare: due contenitori per i rifiuti, ordinari e differenziati.
Ai reclami dei custodi dei diritti degli animali, sollecitati dalle segnalazioni tempestive di alcuni abitanti dello stesso paese, Cicero ha prontamente risposto, ribadendo l’impegno ormai lungo del suo comune verso la tutela dell’ambiente e precisando che la scelta di ricorrere agli asini come “operai del Comune” è arrivata dopo attente verifiche e consultazioni, che hanno soprattutto tenuto in considerazione la “dignità” degli animali.
“L’asino lavorerà solo cinque ore al giorno (meno di un qualunque impiegato), il lavoro verrà effettuato all’interno del centro storico (terreno pianeggiante) e trasporterà massimo 100 kg per ogni viaggio” ha reso noto il sindaco in un fax inviato all’A.N.T.A. (Associazione Nazionale Tutela Animali), aggiungendo poi che molti altri cavalli ed asini ogni giorno vengono impiegati in escursioni turistiche e culturali con carichi che – in media – superano costantemente i 100 kg, senza che questa cosa venga considerata irrispettosa o dannosa.
Quale sarebbe lo spazio a cui ti riferisci nella zona abitata?
Credo che al Camarro di spazio non ne manchi.
In Centro si potrebbe optare per un sito in fondo alla via Crispi, o in quei dintorni “capu li chiana” che sono terreni abbandonati.
Lo spazio si trova basta fare un giro in macchina!
Mikele
Non sono zone troppo vicine all’abitato?
Al centro si porta pure organico…………….fa un poco puzza
Qui, in emiliaromagna, il materiale organico viene stoccato in un silos chiuso che non emana odori e svuotato quotidianamente, il materiale organico viene poi utilizzato per fare il Compost, ciòè terreno fertilissimo.
Mikele
Anche l’organico raccolto dalle nostre parti credo sia destinato a impianti di compostaggio. Non sono molto informato in materia