Il rosso e il nero

29 03 2008
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Pensavamo di essere pronti a tutto, date le imminenti consultazioni elettorali, ma il ritorno alle rappresaglie anni ‘70 non era proprio nei nostri programmi…
Negli ultimi due giorni la voce si è sparsa prepotente soprattutto fra i giovani: “L’altra notte hanno dato fuoco ai manifesti alla sezione di Rifondazione…”
Prima domanda: è vero o no?
La saracinesca bruciacchiata lo è davvero, come testimonia la nostra foto.
La seconda domanda è: chi può essere stato?
Per la risposta crediamo possa essere opportuno consultare il muro in Via Antonio Sanfilippo (di fronte alla casa del prof. Labbruzzo per intenderci) con i relativi decori di circostanza, anche questi riportati per completezza di informazione…
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La terza domanda potrebbe essere quindi: perchè?
Questo ritorno a manifestazioni di violenza tipiche dello squadrismo di estrema destra ci lascia allibiti.
Non possiamo che condannare il gesto e, di conseguenza, gli autori della bravata: la nostra piena solidarietà va a coloro che sono stati oggetto di tale ingiustificabile atto intimidatorio.
Indipendemente dall’appartenenza a questo o a quel partito, il rispetto delle idee degli altri è il primo gradino della civiltà e chiunque nega questi principi elementari mortifica il proprio essere persona dotata di intelletto!
Voltaire diceva: “Non sono d’accordo con quello che dite ma mi farei uccidere perché possiate dirlo”.
Se l’azione “politica” (scusate l’uso improprio del termine) sfocia in atti distruttivi piuttosto che costruttivi, se un’idea porta ad una tale stupidità piuttosto che al confronto pubblico sul piano dialogico, se molti dei nostri giovani, anche minorenni, credono che le dittature totalitariste siano il non plus ultra e che i relativi dittatori siano personaggi da idolatrare in quanto “dotati di palle”, allora credeteci: siamo veramente messi male!
Meditate con noi gente, meditate…
Ps: Qualora qualche smemorato se ne fosse dimenticato, l’apologia del fascismo oppure l’utilizzo della violenza in stile fascista in questo Stato sono reati per i quali sono previste multe e diversi anni di carcere (Legge n. 645 del 1952, cosiddetta Legge Scelba), così come per l’ostentazione di simboli fascisti (Legge n. 26 giugno 1993, n.205).

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